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Il test sulla “F1” della Salvimar

Il test sulla “F1” della Salvimar

Dopo averne apprezzato le idee tecniche e aver toccato con mano i primi prototipi l’anno scorso, ecco che finalmente ho avuto modo di provare in acqua la nuova “F1” della neonata linea “FLUYD” dell’azienda ligure SALVIMAR.

La "F1" della Linea "Fluyd" della "Salvimar"In primis bisogna riconoscere che, dopo un decennio di mute rigorosamente “Full Black”, finalmente almeno un’azienda ha riportato un po’ di colore nella sua linea, con un design pensato e studiato il cui effetto sicuramente si nota, sia durante gli allenamenti che sulla linea di partenza delle gare.

Una muta che regala ben 3 spessori differenziati, per rendere piacevole ma soprattutto performante la nuotata:

il neoprene “Full Duraprene” da 3,00 mm ad alta densità, che va a costituire la parte centrale della muta (tronco e addome), garantendo così, oltre a robustezza e compattezza, un’elevata protezione termica in una delle zone dove maggiormente si percepisce il freddo.

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Si nota il disegno sia sulla spalla, fianco e gambe.

La parte anteriore delle cosce è invece costituito da  neoprene “Super Float” da 4,00 mm. Un neoprene compatto ad alta densità con componente iper galleggiante per agevolare la spinta propulsiva delle gambe.

Mentre dal ginocchio sino al collo del piede e dalle braccia al polso, con relativo cavo ascellare, la muta presenta un tessuto “Skin U.T.” da 0,3 mm. Altamente tecnico per ottimizzare e facilitare il movimento d’entrambi gli arti durante il nuoto.

Tutta la superficie esterna è in “Dolphin Speed”, special PU coated ad alta scorrevolezza e particolarmente resistente ad abrasioni da contatto.

Mentre nelle parti terminali di chiusura quali polsi, caviglie e collo, è stato inserito un tessuto denominato “Aqua Seal 0,3 mm”, un “Acqua Stop” di nuova concezione per una perfetta tenuta stagna delle giunzioni senza limitare tuttavia l’elasticità.

Un grande impegno è stato messo nella realizzazione di un sistema che permetta di saldare fra loro i vari spessori conferendo soprattutto una necessaria resistenza.

L’abitudine a infilarsi mute in neoprene in spaccato/liscio interno/esterno rende molto cauti le prime volte alla vestizione, certi che al primo errore la muta si divida in due parti, cosa che invece (fortunatamente) non avviene e che, una volta compresa la vera natura elastica della muta, permette di indossarla davvero con relativa facilità riuscendo anche a chiudere la cerniera posteriore da soli.

Alla prima prova in acqua si avverte subito una leggera spinta positiva che permette di assumere una posizione corretta alle gambe e di conseguenza all’intera nuotata.

Anche il tessuto elastico nelle braccia non limita assolutamente il movimento della bracciata, riuscendo così nell’intento di offrire protezione termica (e perché no, anche dalle meduse), senza andare minimamente ad ostacolare la prestazione o le sensazioni della nuotata.

Sulla resa è evidente: ho coperto la medesima distanza dell’allenamento in acque libere in un 30% in meno del tempo e con uno stato di forma nettamente inferiore a quello abituale.

Anche nei tuffi in apnea, sebbene per i più freddolosi sicuramente non è adatta, offre ottime prestazioni, soprattutto nell’assetto costante senza pinne, dove, appunto, la libertà di movimento per braccia e gambe è davvero massima.

Alla Salvimar davvero un 8+ per questa muta che, ad oggi, rientra sicuramente nel “top gamma”, offrendo anche uno dei migliori rapporti “qualità/prezzo” sul mercato.

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