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11 aprile 1991: i 25 anni dal disastro dell’Haven

11 aprile 1991: i 25 anni dal disastro dell’Haven

haven1991Quell’aprile del 1991 fu un anno orribile.

Il 10 si consumò la tragedia del Moby Prince che si portò via la vita di 140 persone. Una tragedia dura che colpì e fermò l’Italia, poche ore dopo, a poco più di un miglio e mezzo da Arenzano, la Haven, un’imponente petroliera di 232.000 tonnellate deflagrava per un malfunzionamento delle pompe provocando la morte di 5 persone.

140.000 tonnellate di greggio si riversarono in mare. Solo una piccola parte fu recuperato, il resto, si riversò sui litorali e finì sul fondo del mare, originando, ad oggi, il più grande disastro ambientale nel Mediterraneo.

Il relitto bruciò per giorni e giorni, visibile di giorno e soprattutto di notte da mezza regione.

download (1)image008Il comandante della Capitaneria di Porto di Genova, l’ammiraglio Alati, dispiegò subito i mezzi per contenere il disastro ambientale, ma non ci fu nulla da fare: con un’ultima esplosione la nave si inabissò, andando a posarsi ad 81 metri di profondità.

Oggi sono 25 anni da quella tragedia.

Ma cos’è oggi a distanza di un quarto di secolo l’Haven?

È in primis un imponente relitto, il più grande dell’intero Mediterraneo. Tanto per dare due numeri, è lungo quasi quanto due campi e mezzo di calcio, 91 metri e per andare ad esplorarlo, sino all’elica, bisogna scendere ad 80 metri, quasi quanto un palazzo alto 18 piani. Più che un relitto è come un’isola.

In secondi. È la dimostrazione di come la natura cerchi sempre, in qualunque modo, di contrastare l’opera umana, soprattutto quando essa è volta allo stravolgimento e alla devastazione.

downloadIl relitto vive oggi una seconda vita, fatta di una biodiversità unica, diventando rifugio di numerose specie che qui, protette dagli anfratti e dal divieto di pesca, ne fa una zona di riproduzione e di protezione dai predatori. Decine di specie vegetali hanno pian piano colonizzato le paratie, in un lento ma costante processo di trasformazione, anemoni, nudibranchi, persino ostriche, si possono osservare alla luce delle torce che fondono il buio.

Oggi il relitto, malgrado i numerosi incidenti di una subacquea tecnica, è un’attrattiva per migliaia di subacquei che giungono ad Arenzano da tutta Europa.haven

Il Diving degli amici Vladi&Pippo, l’Haven Diving Center proprio ad Arenzano, è il migliore per poter visitare in tutta sicurezza il relitto. Anche per chi non è un subacqueo tecnico.

A soli sette minuti di navigazione, grazie al potente gommone con 300 cavalli, si raggiunge comodamente il punto di immersione, permettendo a ben 16 subacquei per volta la possibilità di scendere ad osservare questo “mostro” che dorme nelle profondità liguri.

Io ci farò nuovamente un tuffo presto, chi viene con me?

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